Araldica dell'Orso

L'Orso nella sua epoca d'oro, rispettato dall'uomo e festeggiato come portatore di primavera e prosperità. I colori che lo contraddistinguono sono il verde e l'oro. Il verde simboleggia: amore, abbondanza, allegria, civiltà. L'oro è rappresentativo del sole fonte di felicità, amore, nobiltà d'animo, gioia, sovranità. Il fiore di mandorlo è allegorico di gioventù e grande ardire. Il mandorlo, tra gli alberi, è il primo a fiorire. Dichiara chiuso l'inverno e dà inizio alla primavera e alle sue speranze.

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Nello stemma, l'orso è asservito al potere dell'uomo che, sottomettendolo con l'azza, tenta di sottrargli valore, audacia, maestà. Il colore argento simboleggia la luna le cui virtù spirituali sono: purezza, innocenza e giustizia. Il rosso nella sua versione mondana è testimone di audacia, coraggio,  valore ma anche dominio, vendetta e sangue in guerra. L'oro che rappresenta il sole è sorgente di sovranità e potenza. La durezza della condizione descritta nello stemma non altererà le migliori qualità dell'orso

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L'orso che spezzando le catene si libera dall'asservimento all'uomo proclama la sua indipendenza e rivendica la sua sovranità e grandezza. Il color giallo esprime felicità, amore, nobiltà d'animo, gioia e sovranità. Il pigmento porpora è significante di signorile grandezza, ricompensa d'onore, liberalità e regia dignità. Il rosso offre audacia, coraggio, desiderio ardente.  Il pruno è la pianta selvatica che è simbolo di indipendenza.

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Un nuovo patto tra l'orso e l'uomo basato basato sul rispetto e la gioviale amicizia tra le due specie. L'argento è simbolo spirituale di purezza, innocenza, umiltà, giustizia, temperanza, equità e, nel mondo, porta amicizia, clemenza, gentilezza, sincerità, concordia, allegria. Il verde simboleggia l'amore, l'abbondanza, la civiltà. La vite simboleggia allegria, ricreazione, pubblica unione, utile amicizia.

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Grafica, ideazione e testi Manuela di Roberto

L'araldica e l'orso

La nascita dell'araldica è collocabile tra l'undicesimo e il dodicesimo secolo. Gli studiosi ci illustrano le cause di tale fenomeno e sono concordi nell'individuarne due forti motivazioni. L'una di tipo militare, l'altra sociologica che ha a che fare con il cambiamento e lo sviluppo di una nuova organizzazione sociale.

All'epoca della prima crociata (1096/1099) gli stemmi araldici non esistevano ancora, mentre nella seconda crociata (1147/1149) erano già presenti.I guerrieri occidentali, in quel periodo, cominciavano ad essere irriconoscibili poichè il tipo di armatura a difesa delle parti vitali del corpo prevedeva anche un cappuccio in trama di ferro che copriva l'intero volto e, in più, il nasale che faceva parte dell'elmo. L'elmo spesso aveva come apertura un piccolo usbergo. I guerrieri non erano più riconoscibili sopratutto nel cuore della mischia bellica o nei tornei.Perciò presero l'abitudine di rappresentare sul loro grande scudo a mandorla figure che potessero servire da segni di riconoscimento.

Tali immagini si sintetizzavano in figure geometriche oppure vi si raffiguravano animali che esprimevano agilità, potenza, spirito selvaggio: orsi, leoni e aquile.Erano figure colorate, che in tempi brevi, divennero distintive di una persona, di un combattente, di un cavaliere.Ma l'origine materiale, legata all'evoluzione dell'equipaggiamento militare non è sufficiente a spiegare ogni cosa.Più in profondità la comparsa degli stemmi è collegata al nuovo ordine che incominciò a governare la società occidentale in età feudale.L'araldica generò nuovi simboli identitari per una società che si stava riorganizzando. Aiutò a inserire gli individui nei gruppi e i gruppi nel complesso del sistema sociale. In tal modo gli stemmi, che in origine erano emblemi individuali, divennero rapidamente un contrassegno familiare.

Così, fin dalla seconda metà del dodicesimo secolo, all'interno della famiglia, il loro uso fu ereditario e fu ciò a conferire allo stemma l'essenza definitiva, il messaggio.Inizialmente i fregi araldici furono usati solo da chi occupava posizioni altolocate nell'aristocrazia; poi già dal 1200 si diffusero tra la piccola e media nobiltà e via via raggiunsero anche il mondo della borghesia commerciale.

Geograficamente gli stemmi non ebbero un preciso luogo di origine.Nacquero simultaneamente in molte regioni dell'Europa occidentale, tra la Loira e il Reno, nel sud dell'Inghilterra, in Svizzera, in Italia settentrionale esi diffusero a partire da questi poli.

Ecco quindi che uomini, famiglie, feudi o comunità destinarono alla loro identità alcuni animali, simbolo di grande fierezza: l'orso, il leone, l'aquila, il grifone. Alcune città dopo il mille proposero nei loro stendardi l'espressione ursina: Berna, Berlino, Madrid. In araldica lo stemma che dà identità è detto: "arma parlante".

Ricerca storica Maurizio Cristoforo Pini

e-mail: orsoproduzioni@gmail.com